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Genova

Come promesso ecco le considerazioni su Genova…

La vista complessiva della città dal porto purtroppo è letteralmente rovinata dal ponte della tangenziale che divide nettamente a metà la visuale, perdendo il senso d’insieme.

Prima di immergerci nella città, chiediamo una cartina al box informazioni e molto gentilmente ci forniscono anche informazioni di carattere generale.

La morosa, essendo a Genova, aveva intenzione di comprare alcuni dei prodotti caratteristici del luogo: pandolce, farinata, focaccia di Recco e quello che veniva da sè. Così iniziamo la caccia al tesoro culinaria.

Cominciamo con l’esplorare la Sottoripa, una specie di lungo portico, un pò angusto, con due file di negozietti, alcuni aperti, alcuni chiusi definitivamente, negozietti di cineserie o indianerie e altro ancora, discretamente sporco.

Camminando camminando, arriviamo al Duomo, costruzione molto suggestiva per via dell’alternanza di marmi neri e bianchi, vicino alle scale ci sono due enormi leoni tristi, non siamo entrati, purtroppo per mancanza di tempo. Poi siamo arrivati in piazza De Ferrari (capolinea della metropolitana): un immenso slargo, dai cui partono dei grandi viali e maestose costruzioni tutt’intorno. Grazie a questa fontana, in quella piazza c’è anche una leggera frescura che di questi tempi non è male.

E adesso arriva il peggio perchè basta allontanarsi un pò dal centro e sembra di addentrarsi in un girone infernale: carruggi bui, spazzatura abbandonata, topi morti, alcuni carruggi sembrano diventati dei gabinetti pubblici a cielo aperto, prostitute, papponi e guardiani, puzza, puzza, puzza, uno schifo unico!

Abbiamo girato invano, per non riuscire a trovare nessun prodotto tipico locale, la morosa è riuscita a prendere il pandolce, pagandolo a caro prezzo e non riuscendo a trovare nient’altro. Ci avevano detto che via Garibaldi era la via dei grandi monumenti, ci siamo passati senza neanche accorgerci, in quanto sono enormi palazzoni, tutti appiccicati e neanche segnalati. Passavamo davanti costruzioni varie e solo con la cartina in mano riuscivamo circa a capire cos’era altrimenti neanche un cartello di descrizione e anche poche frecce indicative.

Da quanto eravamo stanchi, abbiamo preso la metropolitana per tornare in stazione, se la si può chiamare così. Scordatevi i grandi treni che vedete in giro, sono 3 micro carrozze, strettissime, se ci sono persone sedute e a te tocca stare in piedi devi incastrarti fra le loro gambe, non so se era il conducente o cosa ma era uno sballottamento continuo, rischiavamo a ogni frenata di cadere, neanche il controllore sapeva dirci quante fermate mancavano per la stazione. Inoltre fa un giro circolare perchè sono solo 7 fermate, quindi è di poco aiuto.

Rientrati in stazione, ci accorgiamo di quanto è disorganizzata e arretrata (cosa che ci era sfuggita di mattina). Non esiste un tabellone elettronico di arrivi/partenze ma bisogna consultare il tabellone cartaceo. Nella galleria di accesso a ogni binario manca il cartello elettronico che indica il treno che sta arrivando. Riusciamo ad individuare il nostro binario e tutti i tabelloni in alto sono rotti, arriva un treno che non viene neanche annunciato e dobbiamo chiedere a uno straniero per capire che era quello per Milano.

Insomma, una città per niente curata e gestita male (tanto per essere gentili), e dire che è una meta turistica!

 

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