Sirenia tornano con questo nuovo album e, purtroppo, è una delusione: perso per strada il velo gothic e buona parte della loro mistura musicale, di loro rimane una trasformata anima pop, facendo più di una volta il verso agli Evanescence, piuttosto che ai Nightwish.
Fin dall’opener The Last Call è chiaro dove si vuole puntare: orecchiabilità e gradimento di pubblico con refrain facili da memorizzare e suoni decisamente avvicinabili al grande pubblico.
Non bastano le parti growl o i cori gregoriani (sicuramente la parte più interessante dell’intero album) e nemmeno l’inserimento della nuova cantante Monika Pedersen (che non riesce a staccarsi da una esecuzione prettamente scolastica) a risollevare le sorti di un platter decisamente piatto e scialbo, poco incisivo e decisamente troppo scopiazzato dagli Evanescence.
Ecco, se non avessero il passato che hanno, l’album potrebbe essere un ottimo e promettente inizio ma purtroppo devono fare i conti con ciò che Morten Veland (anima del gruppo) ha già prodotto in passato con gli stessi Sirenia (e con i precedenti Tristania).
Meglio guardare altrove.

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